• Dott.ssa Ciuffreda Ilaria

LE TAPPE DELLO SVILUPPO LINGUISTICO

L'evoluzione del linguaggio e campanelli d'allarme


Quando si parla di sviluppo del linguaggio non ci si riferisce solamente all’abilità di produzione verbale, ossia a ciò che il bambino è in grado di dire ma, a tutte le abilità di ascolto, discriminazione, comprensione e competenze cognitivo-emotive.

E’ noto, ormai, che già durante il periodo di vita intrauterina il piccolo ha una preferenza per la voce materna e, alla nascita, la principale forma di comunicazione è attraverso il pianto.


Durante i primi mesi di vita, inizia a sviluppare il contatto oculare attraverso il quale acquisisce molteplici informazioni sugli aspetti non verbali della comunicazione, ossia espressioni facciali, mimica e stato affettivo.

Si sviluppa il sorriso sociale, ossia la capacità di rispondere al sorriso dell’adulto e, inizia a produrre vocalizzi.


Intorno ai 6-8 mesi, compare la lallazione canonica, cioè la ripetizione di sillabe composte dalla stessa consonante (per esempio pa- pa, ma-ma); e verso i 8-10 mesi, la lallazione diventa variegata in quanto compaiono sillabe con consonanti diverse (pa -ma-la).

La lallazione risulta fondamentale per lo sviluppo linguistico, in quanto molti studi hanno dimostrato una correlazione positiva tra una lallazione ricca di suoni e le successive abilità lessicali.

Inoltre, inizia a comparire anche il gesto di indicazione o “pointing”, inizialmente per richiedere e, in seguito, per condividere un evento, così come, la comprensione di singole parole e le prime routines gestuali (gesti sociali come Fare ciao, Mandare un bacio).


Verso i 12 mesi, il bambino produce le prime parole, sono paroline molto semplici, di solito con una consonante ripetuta ad esempio mamma e papà, solitamente legate a persone e oggetti familiari o ad attività rituali.


Tra i 12-18 mesi, si assiste ad un graduale ampliamento del vocabolario e tale fase viene definita “esplosione del vocabolario”; a livello morfosintattico iniziano a comparire le prime parole - frasi, ossia singole parole che esprimono un’intera frase.


E’ intorno ai 24-30 mesi, che si nota una maturazione della capacità di pronunciare suoni, compaiono i suoni fricativi (/f/, /v/, /s/), un’ ampliamento lessicale con l’introduzione di predicati e aggettivi e, infine, competenze sintattiche più mature come l’utilizzo di combinazione di due parole, in assenza ancora di funtori e preposizioni e, solo successivamente, il bambino comincia ad utilizzare in modo stabile parole con funzione grammaticale, come articoli, preposizioni, pronomi…


Quando preoccuparsi?


È importante tenere presente che il modello descritto rappresenta un’indicazione generale dello sviluppo tipico del linguaggio, utile alla famiglia per monitorare la maturazione linguistica del proprio bambino ma, senza preoccuparsi nel caso si notasse qualche piccola differenza.


Allo stesso tempo è consigliabile non trascurare due principali campanelli d’allarme:

Un lessico molto povero a 24 mesi (inferiore alle 50 parole)
L’assenza della combinazione di due parole.

E’ fondamentale osservare la presenza/assenza di questi campanelli, insieme alla mancanza dei precursori linguistici quali contatto oculare, pointing, gesto di indicare, lallazione e gioco simbolico.

58 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti